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giovedì 25 febbraio 2016

Ultima frontiera (1)



Eccovi i viaggi della Sciura Cleme durante la sua missione diretta alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, fino ad arrivare là dove nessun brianzolo era mai giunto prima (o quasi). Questa storia inizia un anno e mezzo fa.

Non c’è come alzarsi una mattina e decidere che è giunta l’ora di cambiare vita per pentirsi prima di colazione. Tale impellente desiderio di cambiamento dell’esistenza mi accompagna ormai da un paio di mesi, ma al secondo biscotto al Plasmon intinto nel caffelatte, oltre al biscotto, si scioglie almeno la metà del mio spirito di ribellione a una vita che non mi piace più.
Anzi, direi che si spappola, come fanno i biscotti per bambini in una bevanda incandescente. Perché a me il latte piace incandescente, ma la vita la vorrei tiepida.
Invece la mia vita non è così. Mai stata così. La mia vita è un pasticcio. Non un disastro, perché questo non si può dire. È un pasticcio, e nemmeno di quelli gustosi. Un pasticcio di palta gusto muffa, direi.
Qualcuno potrebbe obiettare che il mio desiderio di lottare non è abbastanza energumeno perché non sto abbastanza male, perché non ho abbastanza problemi. Giusto. Di problemi potrei averne molti di più e potrei stare peggio di così. Ho studiato dai preti, i quali mi hanno insegnato che è meglio non sopravvalutarsi e io non eccello nemmeno nella sfiga. Resta il fatto che la mia vita è un pasticcio.

Ho due figli adolescenti che mangiano come bufali mannari, un marito, un gatto, sei collaborazioni che insieme mi garantiscono uno stipendio accettabile solo per la Libera Repubblica di Svampirulonia (dove sono tutti così svampirulati da essere incapaci di farsi pagare), una casa che deve avere come hobby la lotta nel fango (sport di dubbio gusto che pratica appena esco per andare al supermercato), una lavatrice che si riempie in maniera autonoma di panni sporchi. Non sono in possesso di alcun elettrodomestico che funzioni in modo corretto. Persino il computer portatile non si può più portare da nessuna parte perché ha la batteria rotta e se gli stacco la spina si spegne. Anch’io sono così: se mi stacchi la spina mi spengo. Di recente mi capita che la spina si stacchi da sola. La lavastoviglie ha il tubo dell’acqua che non funziona e non mi risulta che i piatti sporchi si possano lavare a secco. Ho provato ad aggiustare il tubo e il risultato è che, dopo aver allagato la cucina, la lavastoviglie è defunta. Aveva solo 17 anni. Tutti mi prendono in giro perché dicono che devo baciarmi i gomiti che la lavastoviglie sia vissuta così a lungo. Per quanto mi riguarda penso che un elettrodomestico dovrebbe essere concepito per durare molto più a lungo. Ci lamentiamo che il mondo è sommerso dai rifiuti e poi riteniamo normale che una lavastoviglie non debba diventare maggiorenne.

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